giovedì 1 settembre 2016





Dolci colline del Monferrato.

Da giorni, qui, non si muove foglia. Il Monferrato è territorio agricolo: altri ritmi, rispetto al nostro mondo produttivo, ma così pare troppo: “tutto è fermo”. I campi sono deserti; non c’è traffico per le vie; rari bimbi che giocano; non si vedono nemmeno massaie spiar dalle finestre; neppure un lontano latrar di cani.
Si sente nell’aria una grande sensazione di attesa.
Incontro una cortese guardia forestale cui chiedo: Manca molto? Quest’anno siamo in ritardo, ci vorranno ancora un pio di settimane! Mi risponde. Pazienza, spero di poter attendere! Rispondo.
Penso proprio che aspetterò quei giorni, quando al mattino presto si sentiranno accendere i motori dei mostruosi trattori d’oggi, il forte rumore dell’aggancio dei grossi carri carichi di cassette vuote e poi la partenza per i campi con il codazzo di altri piccoli trattori, camioncini e pulmini carichi di donne e ragazzi, e processioni di gente a piedi che sciameranno verso gli innumerevoli vigneti per la “VENDEMMIA”.
Saranno giornate dure e pesanti, ma la sera, all’arrivar della frescura, tutti a tavola a mangiare abbondante, bere abbondante, a chiacchierare e cantare. Poi, stanchi e satolli, cedere ad un giusto riposo. Poi, il giorno dopo, ricominciare, per giorni e giorni.
E alfine le grandi” feste del tartufo”, ma questa è già un’altra storia.


mercoledì 24 agosto 2016


Clero.

All'interno del Duomo di Casale Monferrato, mentre ammiravo l'incredibile bellezza cui può giungere l'arte umana, mi ha morso una zanzara: mai successo che una zanzara mi attaccasse in un a chiesa!
Boh! ormai fanno entrare chiunque, basta che ci sia qualcuno.