mercoledì 23 ottobre 2013

Baglio Mogli Belle


Golfi di Bonagia (con grotta museo Mangiapane)
Golfo di Bonagia, tra Monte Còfano e Monte Erice.

Non finisco di stupirmi per la bellezza di questi angoli semisconosciuti della Sicilia. In questi giorni poi, la temperatura è intorno a ventotto gradi,  l’acqua del mare  ventiquattro e il cielo sereno.

Credo di poter dire ormai che il mese di Ottobre è semplicemente perfetto: non troppo caldo, acqua del mare che riesce finalmente a dare la scossa rinfrescante e tutto intorno, come già scritto, il rifiorire della natura.

Qui c’è la cittadina di Custonaci, che è la Massa Carrara sicula. Grandi cave e grandi imprese di lavorazione del marmo. Verso il mare tanti piccoli paesini che un tempo erano in sostanza delle fattorie o Bagli. C’è il baglio sotto la Grande Grotta Mangiapane, ora museo;  Poi c’e il paese ‘Baglio Mogli Belle’ (?)  e in basso  in riva al golfo ‘Cornino’ (e sono confinanti).

giovedì 17 ottobre 2013

Autunno siciliano



Sanvito lo Capo ovest

Qui non si colorano i boschi di ocra, rosso e caldi marroni, ma si risveglia una natura che si era solamente appisolata per il caldo.
Ricomincia la primavera.














Intanto il mare si agita e gli ultimi combattenti affrontano coraggiosi i marosi.



giovedì 26 settembre 2013

Crespuscolo a Cefalù

Dalla scogliera nord
Da Punta ovest
Da un altro punto di vista
Il ritorno
Ristorantino vista mare
Prece serale
Bye bye by Cefalù

mercoledì 25 settembre 2013

Mare mosso a Cefalù




Mare mosso a Cefalù.
Una intera settimana di mare mosso mi ha insegnato che il passeggio lungomare equivale ad una immersione: si torna con sabbia e salsedine in tutto il corpo, specialmente tra i capelli.
Scogliere nord

Lungomare ovest
Acque calme al porto est


martedì 24 settembre 2013

Cefalù


Cefalù: Una chioccia di paese

Cefalù è inserita nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Si tratta di un paesino stretto e arroccato ai piedi di una rocca a strapiombo sul mare. Direi che che merita di essere paragonato alle altre due importanti perle sicule: Taormina ed Erice.
Un lungomare sabbioso si allunga a lato del paesino: circa un chilometro di spiaggia dorata e sabbia fine, chiusa al lato opposto da uno sperone roccioso.
Alle spalle della rocca il porto ed una caletta meravigliosa punteggiata da scogli e chiusa da una scogliera con alla sommità una torre in rovina ed uno sperone roccioso altissimo. Quà e là silenziose e dondolanti barche a vela danno il
tocco finale ad uno scorcio delizioso.
La Rocca ospita, sulla cima alta circa duecento metri,  i resti di un castello e dell’antica Cefalù dei tempi delle invasioni arabe. Da lassù il paesaggio spazia sino alla “Conca d’Oro” e si gode anche dell’ultimo sperone siciliano, San Vito lo Capo.
Il paesino attuale è chiaramente di impronta medievale. Una chiesa, con doppie torri laterali, enorme, sovrasta tutto l’abitato come una grande chioccia ed alle spalle la rocca a proteggerla.
Racconta la mitologia che la rocca sia il viso di una Ninfa innamorata di un pastore del posto che, impedita nel suo affetto, sia stata trasformata così da Giove, intenerito dal suo dolore.

Un segreto: Poco segnalato perché poco sicuro, sul versante nord del paesino c’è un meraviglioso percorso. Quasi un chilometro di gradini a salire e scendere tra gli scogli, a volte in alto altre volte a mare.  Si sconsiglia di percorrerlo con mare mosso però, con le dovute cautele, è un’esperienza entusiasmante, credetemi.


P.S.: Credo non sia un grande segreto la bellezza di questo paese. Martedì scorso, al porto, ho contato quattordici bus. Ho incontrato i villeggianti per le viuzze: francesi, spagnoli, russi, polacchi, giapponesi e altri di cui non ho proprio capito l’idioma.


lunedì 9 settembre 2013

Maedusae, maedusarum, maedusis.



Invasione
Sono quaranta giorni che ozio in quel di Addàura: mare fantastico, temperatura elevata, zona tranquilla. Non riesco a staccarmi da qui.
Qualche volta ho sentito bagnanti parlare di meduse: Ne ho vista una! Attenti alle meduse! Due meduse mi hanno sfiorato!
Un giorno un signore è riemerso con aria dolorante ma orgogliosa dicendo: Mi hanno colpito al braccio e al fianco! I suoi congiunti subito a proporgli chi l’ammoniaca, chi l’olio, altri il medicamento portentoso. La vittima intanto, pimpante al centro dell’attenzione, ascoltava interessato tutti.
Oggi, sentendo ancora nominare questi animali, ho chiesto informazioni ai bagnini. Mi dicono che a volte arrivano e che il loro contatto è si fastidioso, ma non particolarmente doloroso. Aggiungono anche con aria comprensiva: qualcuno ne soffre di più!
Tranquillizzato parto per la nuotata quando sento come una scossa al braccio: ci siamo, penso, è lei! Mi avvio allo scoglio semisommerso dove un signore scruta il mare e mi conferma che l’impronta che ho sul braccio è proprio il tocco delle meduse: come tre piccole dita che gonfiano la pelle, ma il dolore non è granché. Mi indica anche una di loro là in mare: semitrasparente, color rosa carne, abbastanza piccola, circa quindici centimetri per dieci: non granché. Né  scorgo in quel momento altre due, abbasso gli occhi e tre mi stanno circondando i piedi, salto all’indietro e noto che il bagnino stà chiudendo l’accesso all'area tuffi e la gente è tutta fuori dell’acqua, in piedi sugli scogli, intenta a scrutare il mare. Solo due temerari sono ancora immersi e lanciano continue informazioni ai bagnanti: Tre la in fondo! Sei a dieci metri a nord! Tre  di fronte alla piattaforma! Insomma un’invasione.
Dai! Oggi, in un tranquillo pomeriggio d’estate, ho assistito ad una invasione di meduse.
Promemoria: Non chiedere ai bagnini informazioni sugli squali.

venerdì 2 agosto 2013